Uno studio di Capterra - azienda che ha sviluppato una piattaforma di intermediazione tra acquirenti e fornitori di tecnologia all’interno dell’industria del software – ha effettuato un sondaggio in merito all’utilizzo della telemedicina oggi e in futuro intervistando 1.019 italiani.
La quasi totalità (86%) degli intervistati che hanno già provato la telemedicina, l’ha fatto nel corso dell’attuale pandemia. Mentre il 41% degli intervistati vi è ricorso per un consulto relativo ai sintomi legati al virus, il 59% l’ha invece fatto per ragioni di salute non strettamente vincolate alla pandemia.
La telemedicina sembra confermare la sua efficacia nei casi in cui uno spostamento non sia strettamente necessario: il 77% degli intervistati afferma infatti che la consulenza a distanza ha risolto il problema e non ha dunque dovuto richiedere una seconda consulenza. Solo il 4% dei pazienti afferma di aver dovuto richiedere un secondo appuntamento, in presenza, perché aveva la necessità di effettuare un controllo fisico.
Il timore di un possibile contagio e la praticità e comodità di ricevere attenzione medica comodamente da casa, evitando di doversi recare in ambulatorio di persona, sono fra le principali ragioni che hanno spinto gli italiani a cambiare le proprie abitudini sanitarie.
I 3 principali vantaggi associati al teleconsulto sono in linea con le ragioni che hanno spinto i pazienti a ricorrere ad esso:
- Riduzione dei tempi di attesa per ottenere un appuntamento (52%)
- Possibilità di accedere ai referti e alle ricette mediche da qualsiasi dispositivo (48%)
- Riduzione del rischio di contagio da Covid-19 (39%).
Grazie a questi vantaggi, il 44% degli intervistati afferma che la possibilità di utilizzare la telemedicina li incoraggerà in futuro a consultare più spesso il medico di base o uno specialista e che, nella fase di scelta di un nuovo operatore sanitario, saranno più propensi a sceglierne uno che offra servizi di teleconsulto rispetto a chi che non li offre.
Il 55% dei partecipanti allo studio che ha utilizzato la telemedicina ha svolto la video consulenza tramite telefono, mentre il restante 45% è ricorso a computer e tablet. Le modalità di svolgimento del teleconsulto sono state le seguenti:
- Applicazione di videoconferenza medica (50%)
- Chiamata telefonica (30%)
- Tramite chat come WhatsApp (20%).
I pazienti che hanno provato la telemedicina si dichiarano intenzionati a continuare a farlo anche in futuro, quando la pandemia sarà terminata.
In quest’ottica opera il PON GOV Cronicità che ha proprio l'obiettivo di integrare i modelli di cura tramite il supporto dell’ICT consentendo di sviluppare un lavoro in rete per migliorare l’offerta di cure, contenendo la spesa per le malattie croniche. L’innovazione risiede nella scelta di promuovere, sia a livello centrale che territoriale, un approccio multi profilo e multidisciplinare che metta le Regioni in condizioni di valutare e pianificare, con le Aziende Sanitarie e i portatori di interesse, azioni e investimenti per sostenere la sfida alla Cronicità con il supporto dell’ICT.





